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ALES
Ales
è un piccolo paese di circa 1650 abitanti sito nella Sardegna centro-orientale, situato
all'interno del Parco del Monte Arci, ad
appena 15 Km dalla strada statale 131, attraversato dalla S.S. 442
Uras-Laconi. Ales
è in provincia di Oristano a 42 Km dal
capoluogo di provincia e a 80 Km da Cagliari.
Situato in una zona collinare , il paesaggio è caratterizzato dalla
presenza di uliveti, vigneti e dalla meravigliosa
chiazza mediterranea,
che a seconda della stagione colorano e profumano
l'ambiente in
maniera differente.
Il
paese è posizionato in una zona strategica, dalla
quale si può facilmente raggiungere il mare, la montagna e le splendide zone dell' entroterra
della Sardegna.
Il
paese di Ales, è situato a non più di 25-30 minuti dalla costa, è
facilmente raggiungibile dalla principale via di comunicazione della
Sardegna (S.S. 131).
Per
saperne di più vai alla pagina "COME ARRIVARCI"
e "IL
TERRITORIO"
CENNI
STORICI SUL PAESE
Piccolo
centro della Sardegna centrale, sede Vescovile con decreto di
Giulio II dell'8 dicembre 1503 che unificava tra
esse le diocesi di Usellus e Terralba (primo vescovo di Ales fu
Giovanni Sanna, nominato il 18/01/1507, alla morte dei Vescovi
delle due Diocesi precedenti). Il paese è noto a livello
internazionale soprattutto per aver dato i natali ad Antonio
Gramsci.
Situato
ai piedi del Monte Arci su una depressione naturale attraversata
da due fiumi (ora incanalati), ha sempre rivestito un ruolo
determinante nell'economia della Marmilla ospitando scuole,
sedi di importanti enti pubblici e privati, di forza pubblica e
uffici vari. E' probabilmente la più piccola sede Vescovile
d'Italia con una Cattedrale costruita per volere della Contessa di
Quirra Violante Carroç che nel proprio testamento, oltre alla
cospicua somma di 5.000 lire, diede ampie indicazioni sulle
modalità costruttive e, soprattutto, ordinò di attingere alle
altre sue rendite affinché l'opera venisse completata. Ciò
che spinse la contessa a questa impresa pare non sia stata
soltanto la volontà di dare il giusto prestigio ai suoi
possedimenti, ma il tentativo di riparare alla colpa da lei
commessa nell'ordinare l'esecuzione del cappellano di Bonorsoli
Giovanni Castangia, la cui unica colpa fu quella di non ricambiare
alle morbosa attenzioni che gli rivolgeva la Contessa. Per questo
gesto la Violante fu dapprima incarcerata e privata di tutti i
suoi beni per essere poi assolta dal sovrano Ferdinando II. La
Cattedrale venne distrutta da un incendio alla fine del XVI
secolo, la matrice esistente oggi , in stile Barocco, risale ai
tempi di Monsignor Didaco Cugia, vescovo alerese dal 10 aprile
1648; fonti non confermate affermano che già la prima
cattedrale di S. Pietro venne costruita sulle rovine di un antico
tempio sacro del quale si ignorano le origini. Le leggende locali
narrano di un tunnel che collegherebbe il Castello Aragonese dei
"Carroz" con i sotterranei della Cattedrale, custoditi
dalla famigerata "musca maceda", enorme insetto posto a
guardia dei tesori tuttora celati nelle viscere del colle di
"Barumele". Il paese di Ales è ricco di leggende
sul castello, sulla cattedrale e sull'area archeologica di
"Prabanta", un fascino particolare riveste la teoria del
filologo francese Xavier Guichard che nel suo "Eleusis
Alesia" (1936), sulle origini delle denominazioni di antiche
località europee, concluse che tutti i nomi di luogo
derivano da tre radici basilari: Burgus, Antium e Alesia;
quest'ultimo aveva la particolarità di non essere mai stato
assegnato a un abitato fondato in epoca storica. Nella forma greca
Eleusi risaliva a tempi pre-omerici; nella radice indo-europea
Ales, Alis o Alles, significava "punto d'incontro".
Esaminando tuttele stesse caratteristiche morfologiche: basse
colline con alla base un fiume e sorgenti d'acqua minerale, erano
dunque d le aree individuate Guichard giunse alla conclusione che
tutte le località che possedevano questa radice avevano ei siti
scelti in base a particolari emanazioni di forza, e, cosa
piuttosto particolare, tutti questi centri sono collegati tra loro
da vere e proprie "linee geodetiche".
Nella
realtà attuale il Paese, pur conservando la sua centralità, è
soggetto ad un lento declino, con tassi di disoccupazione
superiori al 50 % dovuti alla mancanza di risorse e al
totale disinteresse degli enti pubblici allo sviluppo locali.
Testo
tratto dal sito internet www.obsidian.it
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